MIME-Version: 1.0
Content-Location: file:///C:/EA4391E5/SicurezzaStradale.htm
Content-Transfer-Encoding: quoted-printable
Content-Type: text/html; charset="us-ascii"

<html xmlns:o=3D"urn:schemas-microsoft-com:office:office"
xmlns:w=3D"urn:schemas-microsoft-com:office:word"
xmlns=3D"http://www.w3.org/TR/REC-html40">

<head>
<meta http-equiv=3DContent-Type content=3D"text/html; charset=3Dus-ascii">
<meta name=3DProgId content=3DWord.Document>
<meta name=3DGenerator content=3D"Microsoft Word 11">
<meta name=3DOriginator content=3D"Microsoft Word 11">
<link rel=3DFile-List href=3D"SicurezzaStradale_file/filelist.xml">
<title>La domanda che mi pongo e che pongo alla classe dirigente del nostro
paese &egrave; questa: come si pu&ograve; accettare che in Italia ci siano =
7/8</title>
<!--[if gte mso 9]><xml>
 <o:DocumentProperties>
  <o:Author>matteo</o:Author>
  <o:Template>Normal</o:Template>
  <o:LastAuthor>matteo</o:LastAuthor>
  <o:Revision>2</o:Revision>
  <o:TotalTime>18</o:TotalTime>
  <o:Created>2007-04-19T21:04:00Z</o:Created>
  <o:LastSaved>2007-04-19T21:04:00Z</o:LastSaved>
  <o:Pages>1</o:Pages>
  <o:Words>1144</o:Words>
  <o:Characters>6521</o:Characters>
  <o:Lines>54</o:Lines>
  <o:Paragraphs>15</o:Paragraphs>
  <o:CharactersWithSpaces>7650</o:CharactersWithSpaces>
  <o:Version>11.5606</o:Version>
 </o:DocumentProperties>
</xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml>
 <w:WordDocument>
  <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone>
  <w:PunctuationKerning/>
  <w:ValidateAgainstSchemas/>
  <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid>
  <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent>
  <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText>
  <w:Compatibility>
   <w:BreakWrappedTables/>
   <w:SnapToGridInCell/>
   <w:WrapTextWithPunct/>
   <w:UseAsianBreakRules/>
   <w:DontGrowAutofit/>
  </w:Compatibility>
  <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel>
 </w:WordDocument>
</xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml>
 <w:LatentStyles DefLockedState=3D"false" LatentStyleCount=3D"156">
 </w:LatentStyles>
</xml><![endif]-->
<style>
<!--
 /* Style Definitions */
 p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal
	{mso-style-parent:"";
	margin:0cm;
	margin-bottom:.0001pt;
	mso-pagination:widow-orphan;
	font-size:12.0pt;
	font-family:"Times New Roman";
	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";}
@page Section1
	{size:595.3pt 841.9pt;
	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;
	mso-header-margin:35.4pt;
	mso-footer-margin:35.4pt;
	mso-paper-source:0;}
div.Section1
	{page:Section1;}
-->
</style>
<!--[if gte mso 10]>
<style>
 /* Style Definitions */
 table.MsoNormalTable
	{mso-style-name:"Tabella normale";
	mso-tstyle-rowband-size:0;
	mso-tstyle-colband-size:0;
	mso-style-noshow:yes;
	mso-style-parent:"";
	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
	mso-para-margin:0cm;
	mso-para-margin-bottom:.0001pt;
	mso-pagination:widow-orphan;
	font-size:10.0pt;
	font-family:"Times New Roman";
	mso-ansi-language:#0400;
	mso-fareast-language:#0400;
	mso-bidi-language:#0400;}
</style>
<![endif]-->
</head>

<body lang=3DIT style=3D'tab-interval:35.4pt'>

<div class=3DSection1>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>La domanda che mi pongo e=
 che
pongo alla classe dirigente del nostro paese &egrave; questa: come si
pu&ograve; accettare che in Italia ci siano 7/8.000 vittime ogni anno per
incidenti stradali? E' una strage indicibile al cui confronto guerre e
catastrofi diventano &quot;cosette&quot;!</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Secondo me, la questione =
viene
affrontata al rovescio, se vista nell'ottica di una societ&agrave; che si
definisce evoluta e civile. Infatti, evidentemente tutti quei morti sono
considerati, nell'immaginario collettivo, una specie di tributo, di sacrifi=
cio,
che la comunit&agrave; deve all'attuale modello di sviluppo e, quindi, si
accettano come inevitabili e si interviene a valle del problema nel tentati=
vo
di limitare i danni. E' inspiegabile per me, senza tale concetto di sacrifi=
cio,
il fatto che per vittime causate in altri contesti si mobilitino opinione
pubblica, mass media e fior fiori di intellettuali e per quelle della trada=
 si
pu&ograve; dire che tutto tace, pur in presenza di proporzioni numeriche da
brivido.</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Se fosse vero che la vita=
, per la
nostra civilt&agrave;, &egrave; un valore assoluto da tutelare senza cedime=
nti,
il discorso dovrebbe completamente ribaltarsi e diventare: I MORTI SULLE ST=
RADE
NON CI <span style=3D'mso-spacerun:yes'>&nbsp;</span>DEVONO ESSERE. Da ques=
to
semplice principio consegue che mezzi e strade devono essere costruiti in m=
odo
che anche nella situazione pi&ugrave; sfavorevole di incidente la vita sia
sempre salvaguardata.</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Oggi non &egrave; cos&igr=
ave;,
evidentemente. In pi&ugrave;, passando dal punto di vista collettivo a quel=
lo
individuale, ognuno di noi accetta di fatto che, utilizzando normalmente
automezzi e strade, mette la sua vita nelle mani di &quot;altri&quot; e ne
minimizza il rischio quasi come se non lo riguardasse: &egrave; incredibile=
. Io
penso che in nessun'altra situazione persone di intelligenza media, non
costrette da motivi eccezionali, farebbero lo stesso, eppure per gli sposta=
menti
su strada &egrave; cosa accettata da tutti, non ci turba ed &egrave; oltret=
utto
difficile da mettere in discussione.</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Il grave problema, su cui
sorvoliamo tranquillamente, &egrave; che, purtroppo, gli &quot;altri&quot; =
si
trovano nelle condizioni psicologiche, emotive, di salute, ecc., pi&ugrave;
diverse e continuamente variabili e, per questo, del tutto INCONTROLLABILI:
questo &egrave; quello che non va. E' per questa incontrollabilit&agrave; c=
he
il sistema cos&igrave; com'&egrave; non funziona e gli interventi a favore =
della
sicurezza incidono cos&igrave; poco sul numero delle vittime.</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Non &egrave; ragionevole =
pensare
che la vita &egrave; salvaguardata solo quando, tra i tanti, milioni, non ce
n'&egrave; nemmeno uno che &quot;sgarra&quot;. Nella sostanza, tuttavia,
pretendiamo di fondare e realizzare la sicurezza sulle strade sul presuppos=
to
che tutti gli utenti, indistintamente tutti e sempre, si comportino in mani=
era
ligia alle regole, attenta, rispettosa verso gli altri e ben presente a se
stessi: E' UNA VANA PRETESA. </p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Prego di riflettere con
attenzione su quanto ho appena espresso, &egrave; il punto focale del
ragionamento.Ribaltiamo allora il discorso! Che la sicurezza invece di
dipendere, com'&egrave; attualmente, dalla condizione utopica di &quot;TUTTI
GLI UTENTI SEMPRE PERFETTI&quot;, sia demandata ai costruttori di automezzi=
 e
ai costruttori di strade e sia piuttosto &quot;A PROVA DI IMBECILLE&quot;.<=
/p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Cos&igrave; il sistema
funzionerebbe perch&egrave; l'operato dei soggetti responsabili pu&ograve;
essere tenuto COSTANTEMENTE SOTTO CONTROLLO e perch&egrave; le variabili
introdotte dagli utenti non inciderebbero sulle conseguenze degli incidenti=
.</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Naturalmente questo signi=
fica
pensare ad un altro modo di muoversi, a cambiamenti profondi nel modo di
produrre e quasi quasi ad un altro modo di vivere e forse di concepire la v=
ita
stessa col tutt'altro che trascurabile risultato che 7/8.000 persone ogni a=
nno
continuerebbero a stare con noi. Certo ci vuole coraggio a immaginare
cambiamenti di tale portata, ma pensandoci bene gli investimenti necessari =
per
adeguare strade e mezzi a nuove regole di sicurezza totale, riguardando le =
due
industrie trainanti dell'economia italiana, l'auto e l'edilizia, potrebbero
dare l'avvio ad una nuova rinascita economica del nostro paese, forse
addirittura estendibile a tutto l'occidente.</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'><o:p>&nbsp;</o:p></p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>CONCLUSIONI</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'><o:p>&nbsp;</o:p></p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>E' evidente, mi pare, che=
 il
genere di misure fin qui adottato a favore della sicurezza stradale, mi
riferisco anche alle norme entrate in vigore di recente, influisce molto
relativamente sul numero delle vittime. A proposito di questo vorrei fare un
inciso. Pare che dette misure dipendano in modo direttamente proporzionale
dalla domanda di sicurezza e questa, secondo gli analisti, nel nostro paese
&egrave; assente e con la sua assenza giustifica lo scarso interesse dei
Governi di ogni colore verso la sicurezza stradale stessa. Allora forse
un'opera di sensibilizzazione dovrebbe essere fatta per sollecitare questa
benedetta domanda di sicurezza dalla quale sembra che tutto dipenda. In alt=
re
parole c'&egrave; una funzione educativa che, specialmente in questioni come
questa, chi governa dovrebbe espletare o mi sbaglio? Se ci si riflette bene=
 per&ograve;,
gli spot ed i messaggi shock con cui ci hanno bombardato da un po' di tempo=
 a
questa parte, mirano al risultato opposto, mirano cio&egrave; a farci senti=
re
colpevoli o potenzialmente tali. Per domandare sicurezza, al contrario biso=
gna
che l'utente si convinca che essa dipende anche e soprattutto da fattori
esterni al suo agire, diversamente come fa a chiederla? Se &egrave; convinto
che dipende da lui, solo a se stesso potr&agrave; domandarla, o no!?</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Tornando alle conclusioni=
 temo
che due sole siano le possibilit&agrave; che ci si prospettano: cambiare su=
bito
rotta in modo deciso o rassegnarci ad avere ancora, per un periodo indefini=
to,
7/8.000 morti all'anno. A mio avviso la nostra societ&agrave;, rassegnata a=
lla
seconda opzione, commette un vero e proprio crimine e il fatto che il crimi=
nale
sia una comunit&agrave; intera non ne cambia minimamente la sostanza.<br>
Per di pi&ugrave; a giustificazione del fenomeno non si pu&ograve; nemmeno
chiamare in causa l'esercizio della libert&agrave; individuale dato che la
propria incolumit&agrave; dipende anche e soprattutto dal comportamento deg=
li
altri e dato anche che nessuno pu&ograve; vivere una vita normale se decide=
 di
rinunciare all'utilizzo delle strade.</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Credo che affrontare il p=
roblema
in modo da giungere, in un tempo ragionevole e predeterminato, ad una riduz=
ione
veramente drastica delle vittime della strada, sarebbe un risultato per il
quale gli uomini di inizio millennio sarebbero ricordati per sempre al pari=
 di
quelli che hanno determinato svolte epocali. </p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Mi viene in mente, per es=
empio,
quando si &egrave; messa in discussione e poi abolita la schiavit&ugrave;.
Anche allora, immagino, ci saranno stati gli scettici, quelli che dicevano =
che
una societ&agrave; senza schiavi non poteva funzionare, che era un'utopia s=
olo
immaginarla e gli altri che dicevano: &quot;ma la schiavit&ugrave; &egrave;=
 un
delitto contro l'umanit&agrave;, &egrave; inaccettabile, bisogna trovare al=
tre
soluzioni&quot;. </p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Ecco, stiamo commettendo,=
 come
per la schiavit&ugrave;, un inaccettabile delitto contro l'umanit&agrave;,
&egrave; nostro dovere trovare altre soluzioni ed oltretutto i ritardi sono
imperdonabili.</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Sarebbe veramente necessa=
rio che
nell'agenda della politica fosse inserita la questione della sicurezza stra=
dale
e delle vittime degli incidenti perch&egrave; sembra assurdo che 7/8.000 mo=
rti
ogni anno sulle strade italiane non costituiscano una priorit&agrave; assol=
uta
da risolvere, eppure non si sentono proposte di modifiche allo stato di fat=
to,
in grado di diminuire drasticamente quella atroce strage. In realt&agrave;
avrei anche capito perch&egrave;, in effetti i morti non votano e il cittad=
ino
che sar&agrave; vittima, quando va a votare ancora non sa che lo
diventer&agrave;, evidentemente, quindi quei morti non sono lettoralmente
interessanti, n&egrave; rappresentano una categoria che pu&ograve; fare
pressioni. Allora perch&egrave; il politico dovrebbe proporre cambiamenti? =
Io
oserei dire per civilt&agrave;.</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Cordiali saluti.</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Danilo Di Mambro</p>

<p class=3DMsoNormal style=3D'text-align:justify'>Roma</p>

</div>

</body>

</html>

